Voi siete il sale della terra

Tempo Ordinario – 5. domenica (A)

Il simbolismo del sale non era nuovo quando Gesù l’usava per proclamare il lieto annunzio. La storia del sale come simbolo nel contesto religioso ebraico è molto antica, e deriva dai sacrifici e olocausti prescritti dalla Legge di Mosè. Nel Libro del Levitico possiamo leggere questa istruzione: “Dovrai salare ogni tua offerta di oblazione: nella tua oblazione non lascerai mancare il sale dell’Alleanza del tuo Dio: sopra ogni tua offerta offrirai del sale.” Come segno e simbolo il sale era associato alla memoria dell’alleanza del Signore. Qui, ad esempio, scopriamo il forte legame tra il culto religioso degli ebrei e le cose di uso quotidiano, in particolare il cibo.  

Il sale simboleggia l’alleanza, ma anche un attributo molto specifico; la stabilità e l’inviolabilità dell’alleanza. Lo vediamo descritto in un altro versetto, nel secondo libro delle Cronache: “Dio di Israele ha concesso il regno a Davide su Israele per sempre, a lui e ai suoi figli con un’alleanza”, e qui potremmo dire “di sale”, cioè “con un’alleanza di sale”, e questa frase è interpretata e tradotta come “alleanza inviolabile”.  

Attraverso queste connessioni possiamo magari scoprire due cose sul fatto che Gesù ci ha chiamati “il sale della terra”. Come quel sale con cui i sacerdoti nel tempio salarono i sacrifici in memoria dell’alleanza, così noi siamo chiamati a salare l’umanità con il ricordo dell’opera redentrice di Gesù e del suo sacrificio sull’altare della croce. In secondo luogo come Chiesa siamo chiamati in ogni epoca, fino alla fine del mondo, a testimoniare l’universalità e l’eternità del sacrificio di Gesù.  

Possiamo anche approfondire un altro aspetto del sale come simbolo dell’alleanza. La durezza e l’inviolabilità dell’Alleanza non dipendono dall’uomo, ma da Dio stesso, perché Lui rimane fedele. Il sapore del sale, della nuova alleanza e della Chiesa in missione nel mondo, e le sue caratteristiche non provengono dall’uomo stesso, ma da Dio.   

La buona novella; l’alleanza di Dio, la vita in Gesù, non perderà mai il suo sapore. Solo l’uomo, il Cristiano stesso, può perdere il sapore se si allontanerà da Dio e dalla sua alleanza. Dobbiamo allora rimanere sempre saldi al centro della fede, cioè al Datore della nuova ed eterna alleanza. San Paolo, come abbiamo ascoltato oggi, stava molto attento a questo nel proclamare il Vangelo. Scrisse ai Corinzi: “Quando venni tra voi… ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso”. Così, rimanendo in Gesù, non solo lui stesso non perse il sapore, ma riuscì anche a “salare” con il Vangelo il cuore dei Corinzi.  

Rimaniamo anche noi in Gesù, affinché ogni giorno Egli stesso ci renda sale della terra.